Il più anziano e arzillo presidente USA, tra le prime mosse, dispone per il suo Paese una svolta energetica.
Il suo primo atto ufficiale è stato un deciso "no" al green.
Per Trump l'energia rinnovabile è un ostacolo all'emergenza energetica nazionale.
Con un ordine esecutivo corre in soccorso dei cittadini americani.
"LIBERARE L'ENERGIA AMERICANA", questo il titolo dell'ordine esecutivo del 20 gennaio 2025 che inizia così:
"L'America è benedetta da un'abbondanza di energia e risorse naturali che hanno storicamente alimentato la prosperità economica della nostra nazione. Negli ultimi anni, normative gravose e motivate ideologicamente hanno impedito lo sviluppo di queste risorse, limitato la generazione di elettricità affidabile e conveniente, ridotto la creazione di posti di lavoro e inflitto elevati costi energetici ai nostri cittadini. Questi elevati costi energetici devastano i consumatori americani facendo aumentare i costi di trasporto, riscaldamento, utenze, agricoltura e produzione, indebolendo al contempo la nostra sicurezza nazionale.
E' quindi nell'interesse nazionale liberare l'energia e le risorse naturali accessibili e affidabili dell'America. Ciò ripristinerà la prosperità americana, anche per quegli uomini e quelle donne che sono stati dimenticati dalla nostra economia negli ultimi anni. Ricostruirà anche la sicurezza economica e militare della nostra nazione, che porterà la pace attraverso la forza."
Per qualche motivo la mia stupida immaginazione, ha rivisto Cetto La Qualunque mentre con il suo inconfondibile fare grottesco, conquista consensi dichiarando solennemente: più petrolio, più gas, e perchè no, chi carbone pì tutti!.
Trump, che non ha mai fatto mistero delle sue preferenze per le industrie fossili, sembra deciso a riportare l'America a quando il petrolio era re indiscusso, ha poi dichiarato: "l'energia pulita è un'illusione costosa".
Ma non è solo una questione di economia: secondo Trump, il gas naturale e il petrolio rappresentano "la vera identità americana".
Pannelli solari e turbine eoliche, invece, sono un attacco diretto al "sogno americano".
Come? non si sa, ma intanto sempre nell'ordine esecutivo all'articolo 2) Trump così decide:
(e) eliminare il "mandato sui veicoli elettrici (EV)" e promuovere una vera scelta da pare dei consumatori, essenziale per la crescita economica e l'innovazione, rimuovendo le barriere normative all'accesso ai veicoli a motore….(continua)
(f) salvaguardare la libertà del popolo americano di scegliere tra una varietà di beni ed elettrodomestici, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, lampadine, lavastoviglie, lavatrici, cucine a gas, scaldabagni, servizi igienici e soffioni per la doccia, e promuovere la concorrenza di mercato e l'innovazione nei settori manifatturiero e degli elettrodomestici;
Mentre il resto del mondo cerca di arginare l'aumento delle temperature investendo sulle energie pulite, la nuova epoca dell'oro degli Stati Uniti guidati da Trump va decisamente nella direzione opposta: cessazione Green New Deal, ritiro degli Usa dall'accordo di Parigi.
E chi osa criticare questa visione, viene immediatamente etichettato come un "nemico della libertà".
Perché a quanto pare, preoccuparsi del futuro delle generazioni a venire è una forma di oppressione.
Ma forse il tycoon ha già previsto tutto.
Quando il livello del mare si alzerà e le città costiere saranno sommerse, lui non ci sarà più, ma ci si potrà sempre rifugiare su di una bella piattaforma petrolifera a 5 stelle, dotati di servizi igienici made in USA.
Magari non avrà salvato tutto il pianeta, ma di certo avrà portato il costo della benzina sotto i 2 dollari al gallone.

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