QUANDO MESCOLANO LA VITA PRIVATA A QUELLA POLITICA E TI INCAZ..
QUANDO DEDICHI LE TUE GIORNATE A COMBATTERE UNA PANDEMIA MA TI SANZIONANO PERCHE' HAI LAVORATO TROPPO E TI INCAZ..
INSOMMA
SONO INCAZZ… NERI!
E' ottobre, piove ma l'estate ancora non ci lascia e la giornata è umida, piovosa, ma calda.
Chissà perchè ma le delusioni tendono ad arrivare proprio in queste giornate.
Giorgia non ne può più, ha un ruolo importante per il paese, è la premier, è un momento delicato e sta lavorando per il futuro del paese, ma sembra che la gente sia più interessata alla sua vita privata piuttosto che del loro stesso futuro.
Eppure spesso sono proprio loro a pretendere maggior rispetto per la vita privata..mah….
Giorgia doveva andare all'ennesima ospitata Tv, ma è anche lei un essere umano e decide di non andarci.
Decide di restare a casa, sul letto, con la testa immersa nel cuscino a cercare di non ricordare, ma i ricordi sono troppo vividi.
Dieci anni sono tanti e per combattere, rimandare indietro quei pensieri, decide di uscire.
Si veste come sempre in modo sobrio, ma abbandonando il blu cerimonia e l'inseparabile agenda con l'elastico, ed esce.
Ormai è tardi, la luce del giorno comincia a calare, decide di camminare senza una destinazione precisa, ma meglio che stare tra quelle mura.
Dopo qualche chilometro si sente meglio e decide di andare a dissetarsi al bar di fiducia, quello vicino a Montecitorio.
Entra, saluta, si siede e ordina da bere.
Riprende in mano il quotidiano che aveva già letto, ma meglio rileggerlo che tornare ai brutti pensieri o rispondere a domande che non vuole sentirsi fare.
A un certo punto si accorge di un articolo che le era sfuggito, non ci crede, alza gli occhi sulla parte alta della pagina alla ricerca della data, e si, è proprio il giornale di oggi.
Il titolo che la sconvolge è :
TROPPO LAVORO COL COVID, MULTA DI 27 MILA EURO
IL PRIMARIO A MATTARELLA: "PRIMA ERAVAMO EROI"
La mattina non aveva proprio visto quella notizia, forse perchè non era stata messa in risalto dal quotidiano, ma relegata a pagina 11 in taglio basso.
Giorgia saluta, e lascia in tutta fretta il Bar, è incazz..a!
Si sistema la borsetta e a testa bassa riprende a camminare.
Pensa a quanto saranno incaz..ti neri anche quei medici del Policlinico di Bari..
E' furiosa perchè quella notizia sperava di non vederla mai, tanto meno oggi.
Tutto sembra andare male, di tornare a casa ancora non ne ha voglia e allora decide di andare dove a quell'ora non troverà nessuno.
Entra a Montecitorio, passa lo scalone monumentale, si dirige verso l'aula del Parlamento e vi entra.
Non cerca il posto destinato a lei come Presidente del Consiglio ma si ferma al tavolino quadrato, quello destinato agli stenografi.
Si siede, guarda dritto avanti a se e si sorprende per non essersi mai resa conto veramente della maestosità di quell'aula, degli odori del legno che sanno di storia.
Appoggiandosi al tavolino, abbassa delicatamente la testa tra le braccia, chiude gli occhi e sospira.
Bastano pochi secondi per ripensare ai giornalisti che fanno domande sulla sua vita privata piuttosto che sull'andamento del paese.
E come non pensare a quel team di dottori colpevoli di essere stati in trincea a salvare vite umane durante la pandemia, passando in corsia più ore di quelle previste dalla legge, e per questo raggiunti da sanzioni che vanno dai 10.000 ai 27.000 euro.
A quel punto Giorgia ripensa a quanto possano essere incazz..i anche loro, si turba per il fatto che le notizie legate alla sua vita privata siano state messa prima della storia assurda di quei medici.
Medici offesi come cittadini prima che come professionisti.
Nel silenzio dell'aula di Montecitorio suona il telefonino.
Un silenzio che non vorrebbe fosse interrotto, ma alza la testa, prende il telefonino dalla borsetta e guardando il display vede chi la sta cercando, non può non rispondere.
E' un amico che la chiama per confortarla e sostenerla.
Una persona influente ma che le parla come amico.
Pochi minuti di un colloquio sincero e spontaneo, poi Giorgia chiude la telefonata, si guarda intorno, ricorda di occupare il posto più importante in quella sala.
I suoi occhioni azzurri sembrano riprendere vitalità, si sistema i capelli e si alza dal tavolino.
E' sempre incaz..ta nera ma sa di non essere la sola, e ora ha un motivo in più per tornare a ricoprire il suo incarico.
Non andare a quell'ospitata Tv le è servito per ripartire.
Un po di tempo per se e Giorgia riparte:
STO BENE, STO MOLTO BENE, FACCIO IL MIO LAVORO, COME SEMPRE.

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